Educazione – Porto Valtravaglia http://www.141expo.com/porto-valtravaglia 141expo Mon, 10 Aug 2015 09:15:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.15 Porto Valtravaglia accoglie il suo gemello http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/2015/08/10/porto-valtravaglia-accoglie-il-suo-gemello/ Mon, 10 Aug 2015 09:15:51 +0000 http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/?p=188 Domenica 9 agosto Porto Valtravaglia ha incontrato il proprio stato gemello del progetto 141Expo, l’Olanda, e ha sfidato alcuni dei suoi rappresentanti in un torneo di calcio balilla organizzato dall’amministrazione comunale.

IMG_9932Il Comune ha accolto gli ospiti in occasione della gara di pittura estemporanea a tema “Porto Valtravaglia, le sue corti e il suo panoramico lungolago”,  che ha coinvolto artisti e pittori locali impegnati ad imprimere nei loro quadri paesaggi e scorci del nostro territorio. Presente all’evento, anche Jan Puylaert, designer olandese proprietario del negozio WET store di Porto Valtravaglia, che ha esposto alcuni pezzi della propria collezione. Jan e il suo negozio hanno accolto molto positivamente il progetto di Varesenews, prestando anche la propria vetrina alla Biblioteca di Porto Valtravaglia che ha pensato per il 141Expo un viaggio immaginario tra i paesi e le culture dell’esposizione. Il WET Store ha ospitato il capitolo sull’arte e il movimento De Stijl, arricchendo con oggetti di design lo spazio espositivo. Jan rappresenta, tanto più nel progetto 141Expo, l’immagine della persona straniera che ha saputo accogliere con spirito giusto e e grande apertura verso l’altro l’ integrazione tra diverse culture.

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Il simbolo dell’Olanda nelle vetrine di tutto il paese http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/2015/06/26/il-simbolo-dellolanda-nelle-vetrine-di-tutto-il-paese/ Fri, 26 Jun 2015 15:42:06 +0000 http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/?p=179 DSC_0491

141Expo è una proposta che vede il gemellaggio di ciascuno dei Comuni della Provincia di Varese con ognuno dei Paesi che partecipano a EXPO 2015.Porto Valtravaglia ha l’onore e la fortuna di essere gemellata con l’Olanda e ha colto l’occasione per celebrarla.

DSC_0532Quando pensiamo all’Olanda, una delle moltissime cose che ci vengono in mente, è il Tulipano:pianta erbacea bulbosa delle Liliacee, coltivata in numerose varietà per ornamento di giardini e come fiori da recidere.Questo fiore conobbe un momento di grande popolarità nella Turchia del XVI secolo, durante il regno di Solimano il Magnifico, che ne fece sviluppare molte varietà e lo volle impiantare ovunque. Il fiammingo Gislain  de Busbecq, inviato da Ferdinando II alla corte ottomana, lo vide per la prima volta a Costantinopoli e ne inviò alcuni bulbi in Europa per i giardini botanici. Il botanico Charles de L’Ecluse (più noto con il nome latinizzato di Carolus Clusius, 1526 – 1609), fece coltivare il tulipano nel giardino della corte di Vienna e ne studiò caratteristiche e peculiarità, riportate in un erbario uscito ad Anversa nel 1583. Nel 1629, grazie a diversi incroci, se ne conoscevano già oltre 140 varietà. Alcune, particolarmente rare, erano molto costose, al punto che negli anni ’30 del 1600 in Olanda il mercato del tulipano assunse dimensioni tali che per coordinarlo fu istituita una borsa specializzata. Ma le affannose transazioni che avevano per oggetto i tulipani portarono a un disastro economico: nel febbraio del 1637 i prezzi precipitarono così vertiginosamente che gli Stati Generali dovettero intraprendere misure di sostegno che tuttavia non riuscirono a risolvere la situazione. Nella pittura fiamminga degli inizi del XVII secolo si pose molta attenzione alle diverse specie di tulipano; tuttavia le numerose nature morte con tulipani eseguite in Olanda in quel periodo devono essere viste anche alla luce della congiuntura economica legata al tulipano e al collasso economico che ne derivò: nelle speculazioni di borsa, questi dipinti avevano principalmente la funzione di fornire un sostegno estetico al processo economico: la loro bellezza non veniva considerata soltanto con riferimento al gusto, ma anche e soprattutto con riferimento al loro valore commerciale.

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Molti mondi, un solo viaggio http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/2015/06/26/molti-mondi-un-solo-viaggio/ Fri, 26 Jun 2015 15:30:35 +0000 http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/?p=166 DSC_0523

Per le persone intelligenti c’è molto da vedere in queste gallerie che rappresentano l’universo. Per chi vuole confrontare, frugare, scavare, c’è molto da studiare, e questa escursione puo’ essere considerata un vero viaggio di studio e di esplorazione, di cui si vedranno più tardi i benefici attraverso il perfezionamento che risulta dalla comunicazione delle idee.” Carla Serena in occasione dell’esposizione universale di Vienna, 1873.

 

Expo ha portato il mondo a casa nostra e la Biblioteca di Porto Valtravaglia ha pensato di “metterlo in vetrina”. Sono libri e fantasia a guidare le persone non solo tra le vie del paese, ma tra nazioni e luoghi del mondo, facendo vivere  tradizioni e volti sconosciuti a loro sconosciuti. Così con questo spirito di scoperta e voglia di imparare parte il viaggio tra le terre aride e i loro deserti. Loro ci hanno guidato insieme agli autori e ai loro libri, che molto spesso ci hanno chiesto di fermarci o cambiare strada. E noi li abbiamo lasciati fare, così che il viaggio potesse essere sempre più ricco.

«Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Ciò che rende bello il deserto» disse il Piccolo Principe «è che da qualche parte nasconde un pozzo».

Un viaggio comincia sempre con una carta tra le mani, una mappa che ci dica dove andare. Molto spesso non ne basta solo una. «Ora, dovete sapere che, quand’ero un ragazzino, avevo una grande passione per le carte geografiche. Per ore contemplavo il Sud America, l’Africa, l’Australia e mi perdevo nelle glorie dell’esplorazione“. Joseph Conrad

È dalla vetrina dell’edicola di Porto Valtravaglia che comincia il nostro viaggio insieme ai libri e ai loro autori; la prima vetrina che ci guida e ci dice dove andare.

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In Timbuctù di Paul Auster, anche Mr Bones provava qualcosa di magico, un fascino e un’attrazione straordinaria verso quei luoghi dai colori caldi e forti. «Tim-buc-tù. La scabra combinazione di vocali e consonanti non mancava quasi mai di agitarlo nel profondo dell’anima. Non importava se face a molto caldo. Non importava se non c’era niente da mangiare, né da bere, né da annusare. Se era là che sarebbe andato Willy, voleva andarci anche lui». Paul Auster

Nel nostro immaginario viaggiare, non siamo nemmeno a metà eppure siamo già lontani, sentiamo a questo punto il bisogno di sostare e rifocillarci con un buon caffè. Vediamo una scritta BAR, alcuni tavolini sotto invitanti ombrelloni e ci sediamo. E mentre ci riposiamo, ascoltiamo alcune delle storie che vengono raccontate ai tavolini intorno al nostro.Una comincia così:

DSC_0505“La storia che vi racconterò è una storia del mio paese che si chiama Sompazzo ed è famoso per due specialità: le barbabietole e i bugiardi. Il vecchio del paese, Nonno Celso, profetizzò che quell’anno il tempo sarebbe stato balordo. Disse che lo poteva capire da tre segni: le folaghe che ogni anno passavano sopra il paese, erano passate ma in treno. Il capostazione ne aveva visti due vagoni pieni; le ciliegie erano in ritardo: quelle che c’erano sugli alberi erano dell’anno prima; le ossa dei vecchi non facevano male. In compenso tutti i bambini avevano la gotta e le bambine i reumatismi. Nonno Celso disse che ne avremmo viste di belle…..”

“Il Bar sotto il mare” di Stefano Benni

Oppure potete calarvi nei panni degli attempati affezionati frequentatori del BarLume e seguirli nelle loro strampalate avventure di investigatori dilettanti e insostituibili procacciatori di guai con “La briscola in cinque” di Marco Malvaldi. Ad ogni modo, ogni Bar è un mondo, e ogni mondo ha la sua storia da raccontare. E così ce ne sono diversi. Uno tra questi è quello di Francisco Coloane, autore di Galapagos, che scrive: «Agli inizi di giugno abbiamo avvistato un’isola a tribordo formata da terre alte e basse – isola che probabilmente è fornita di acqua, giacchè presentava zone boscose – ma a causa della forte corrente non siamo riusciti a raggiungerla. Ho denominato l’isola Re Carlo II, e a mio giudizio è situata a un grado e trenta minuti latitudine sud, longitudine duecentosessantotto gradi e cinquanta minuti. Verso occidente, ho avvistato diverse isole, tuttavia quella mi aveva attratto di più, e ho fatto gettare l’ancora in una bella baia che aveva sette braccia di fondo, con a sud una insenatura adatta ad accogliere diverse navi…Abbiamo calato una scialuppa, ma lì non c’era acqua, però abbondavano grandi tartarughe terrestri e tartarughe marine grosse e succulente, e una specie di uccello chiamato fenicottero, che gli uomini hanno portato a bordo. (…)»

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Ora riprendiamo; zaino in spalla e libri alla mano. Lasciamo che ci spingano lontano, fino ai confini dell’Azerbaijian, paese caucasico di antichissima storia e cultura. Curiosando tra gli scaffali qualcosa ha attirato la nostra attenzione: un vecchi e polveroso libro fotografico che documenta la ricchezza di questo splendido paese, rappresentato altrettanto in tutto il suo splendore ad Expo Milano 2015, con il suo Padiglione considerato tra i più belli dell’edizione.

Fermiamoci un attimo con Paul Bowles. Fermiamoci in sua compagnia per un ‘Tè nel deserto’.

DSC_0519«Outka, Mimouna e Aicha si allontanano silenziosamente dalla carovana con il loro vassoio, la loro teiera e i loro bicchieri. Vogliono andare in cerca della duna più alta per poter vedere tutto il Sahara, e poi prepareranno il tè. Camminano a lungo. Outka dice: “Vedo una duna alta”, e si dirigono verso di quella, salendo poi fino in cima. Poi Mimouna dice: “Vedo una duna laggiù. E’ molto più alta e da lassù potremo vedere tutto fino a In Salah”. Così vanno fino alla duna, ed è molto più alta. Ma una volta in cima, Aicha dice: “Guardate! Là c’è la duna più alta di tutte. Potremo vedere a Tamanrasset, ed è là che vive il targui.” Il sole si era levato, intanto, e loro continuavano a camminare. Una volta arrivate proprio in cima erano molto stanche e dissero: “ Riposiamo un po’ e dopo faremo il tè”. Ma prima prepararono il vassoio, la teiera e i bicchieri. Infine si sdraiarono e si addormentarono. E poi…” Smail fece una pausa e guardò Port. “ Molti giorni dopo passò un’altra carovana e un uomo scorse qualcosa in cima alla più alta delle dune. E quando andarono lassù per vedere, trovarono Outka, Mimouna e Aicha; erano ancora là, nella stessa posizione in cui si erano addormentate. E tutti e tre i bicchieri”, l’arabo mostrò il proprio bicchiere di tè, “erano pieni di sabbia. Ecco come presero il tè nel Sahara

Nel nostro viaggio abbiamo spesso vissuto racconti meravigliosi, ascoltato storie di luoghi perduti e colori che nemmeno sapevamo esistessero. Ora scopriamo i segreti del deserto al femminile, quelli che le donne sussurrano e noi lasciamo che ci avvicinino. Donne coraggiose, spesso vittime, spesso invece fortunate. A voi, non solo donne nel deserto, ma amiche e sorelle, solo a voi è dedicata questa tappa.

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DSC_0534Durante il nostro viaggio abbiamo ascoltato anche favole; anche se non sempre conoscevamo la lingua, le abbiamo comprese e ce le siamo portate a casa. E, se non potete andare davanti a quella vetrina di persona ve le riproponiamo, perché possiate guardarle un po’ con gli occhi da bambino come abbiamo fatto noi. Non solo, siamo approdati persino sul pianeta Dune, il pianeta delle sabbie spazzato dalle grandi tempeste e percorso da creature gigantesche. Abbiamo visto “L’oro del deserto” con Zane Grey, spingendoci oltre i deserti americani e la frontiera. E siamo arrivati ad assaporare le calde “Sabbie Arabe” di Wilfred Thesiger.

«È una terra amara, essiccata, che in nessun modo sa di dolcezza o di comodità. Eppure gli uomini vi hanno vissuto fin dai primordi. Nessun uomo può vivere questa vita e rimanere immutato. Egli porterà l’impronta, per quanto tenue, del deserto. Il marchio del nomade; e conserverà in sé il desiderio di farvi ritorno.»

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Suonano di buon auspicio le parole di Thesiger, che ci preparano a viaggi che ancora devono cominciare. Ringraziamo i libri e i loro autori, che ci hanno guidato con attenzione in ogni angolo del Pianeta. Ringraziamo la Biblioteca di Porto Valtravaglia, archivio di manuali che insegnano e parlano a noi tutti di continuo, svelandoci segreti preziosi. Ringraziamo i commercianti e tutte le attività che ci hanno accompagnato nel nostro viaggio e le nostre meravigliosa guida, Carolina Maragni, che ha reso tutto questo possibile.

Ringraziamo inoltre Angelo Locatelli, che ha compiuto un viaggio vero attraverso le terre che abbiamo visitato e ha prestato alla biblioteca le foto del suo percorso attraverso il deserto del Sahara, il Mali e il Senegal.

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Londra- Milano: un viaggio tra presente e passato http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/2015/06/25/londra-milano-un-viaggio-tra-presente-e-passato/ Thu, 25 Jun 2015 08:33:15 +0000 http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/?p=161 Londra 1851 – Expo Milano 2015: due mondi a confronto. La prima e l’ultima, per il momento, delle Esposizioni Universali. Questo il secondo paese riscoperto ne viaggio della  Biblioteca di Porto Valtravaglia attraverso le realtà che colorano l’edizione italiana.

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La Prima Expo significò per i contemporanei un vero e proprio emblema del trionfo della nuova civiltà industriale, il simbolo di una nuova era. Fu il risultato dei progetti promossi dalla Society of Arts, un’istituzione della metà del ‘700, accanto alla quale esano sorte diverse altre istituzioni con lo scopo di diffondere e promuovere conoscenze e modelli del design applicabili anche alle nuove forme di produzione. Un grande padiglione, il noto Crystal Palace, ospitava in un unico spazio coperto l’intera esposizione e si distingueva dalla architetture contemporanee per l’uso avanguardista dei materiali, quali vetro e ferro. La struttura, pensata come provvisoria, fu smontata appena dopo la chiusura di Expo e rimontato a Sydenham, nella periferia meridionale di Londra, dove continuò a essere utilizzato come spazi espositivo fino al 1936, quando un incendio lo distrusse. L’interno era suddiviso per aree: quella occidentale era occupata dal Paese ospitante, mente gli altri paesi occupavano per l’esposizione l’altra metà dell’edificio.

Accanto alla storia di Londra 1851, la Biblioteca ha allestito una serie di libri, i cui scrittori vissero in piena epoca vittoriana, proprio quando ebbe luogo l’esposizione. Tra questi: Agata Christie, Lewis Carroll, Jane Austen e Dickens.

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Porto Valtravaglia non si ferma e insegue il mondo http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/2015/05/18/porto-valtravaglia-non-si-ferma-e-insegue-il-mondo/ Mon, 18 May 2015 10:18:40 +0000 http://www.141expo.com/porto-valtravaglia/?p=142 thumb_bundle-100-viaggi.650x250_q95_box-0,0,647,247

Con Expo 2015 anche la Biblioteca di Porto Valtravaglia ha fatto le valigie e si è messa in viaggio alla ricerca di profumi e sapori che facciano incontrare il mondo. Le è bastato poco per partire: qualche libro, un po’ di fantasia e tanta voglia di giocare e spingersi, con la letteratura e la fotografia, fuori dai nostri confini; ma state tranquilli che il percorso che ha studiato per i viaggiatori sarà all’insegna del divertimento e della curiosità.

Partendo dalla Biblioteca, che ha sede nella via Roma di Porto Valtravaglia, scelta come punto di partenza e arrivo del viaggio, sono stati coinvolti tutti gli esercizi commerciali del paese per ospitare nella propria vetrina una finestra sui luoghi e sulle bellezze dei paesi che partecipano all’Esposizione Universale: deserto del Mali e Timbuctù sono alcune delle tappe attraverso cui si snoda il viaggio; le altre lasciamo che siate voi a scoprirle, passeggiando tra le vie del paese. Il mese di Maggio, e parte anche di Giugno, è dedicato al Cluster delle Terre Aride; nei mesi successivi, fino a ottobre, il percorso si muoverà tra gli altri Cluster presenti nei padiglioni milanesi, portando alla luce curiosità e tradizioni di ciascun paese. Per il momento preparatevi a lasciarvi trasportare da venti caldi e libri misteriosi scelti per voi, che saranno esposti nelle vetrine e potrete consultare o prendere direttamente in biblioteca.

Il progetto, promosso dalla Biblioteca in occasione di Expo 2015 e all’interno del progetto 141Expo di Varesenews, è stato pensato per avvicinare a un evento mondiale come quello di Milano anche il mondo della letteratura e della cultura,  non soltanto per risvegliare la curiosità e l’interesse di cittadini e turisti di passaggio per Porto Valtravaglia, ma anche per valorizzare e fare conoscere il patrimonio di cui la Biblioteca è in possesso.

Un grazie particolare a Carolina Maragni, Daniela Magni e Manuela Blanchetti che hanno dato forma alle proprie idee, studiando e allestendo le vetrine per portarci in un viaggio ideale e immaginario e concedere al nostro territorio la possibilità di allargare i propri confini e fondere gli orizzonti con culture e tradizioni diverse, al presidente della Biblioteca, Orietta Spozio e a tutti i commercianti che hanno accolto con spirito giusto un’iniziativa che, pur nel suo piccolo, vuole avvicinarsi a qualcosa di più respiro più ampio.

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